La giornalista Maria Papagiannidou scrive il suo terzo, controverso, libro sui “miti” che circondano la pandemia

SFIDANDO LA VISIONE COMUNEMENTE ASSODATA SULL’AIDS

Maria Papagiannidou-St.Pierre è una giornalista Greca e una ex malata di AIDS (Sindrome di Immuno Deficienza Acquisita). E’ stata diagnosticata positiva all’HIV (Virus di Immuno Deficienza Umana) nel 1985, sebbene lei negasse l’esistenza del virus. Nata nel 1965, ha studiato letteratura Greca all’Università di Atene e ha ottenuto il master in Letteratura all’Università di Londra. Nel Gennaio del 1989, ha cominciato a scrivere per il Sunday’s To Vima.

Tra il 1995 e il 2005, è stata valutata paziente conclamata  di AIDS ed è stata trattata con farmaci antiretrovirali. Nel 2006, mentre era ancora sotto cura, ha creato il sito www.hivwave.gr., ha sposato il Canadese Gilles St.Pierre, HIV negativo e ha pubblicato due libri sull’AIDS.

Nell’Aprile del 2007, seguendo le conclusioni della sua ricerca, ha smesso di prendere le pillole che le erano state prescritte. Il suo terzo libro, intitolato “Adio AIDS!” (Addio AIDS!), è stato tradotto ora in Inglese ed è stato pubblicato dalla Impact Investigative Media Publications con il titolo “Addio AIDS! E’ Mai Esistito?” Il libro sarà lanciato Martedì 7 Aprile, alle 12.30 presso la libreria Ianos ad Atene, e Mercoledì 8 Aprile alle 19.30 al Museo dello Sport di Tessalonica.

Il Programma delle Nazioni Unite sull’HIV/AIDS (UNAIDS) ha proclamato nel suo “2008 Report on the Global AIDS EPIDEMIC” che tra 30 e 36 milioni di persone stanno vivendo nel 2007 con l’HIV.

Secondo l’UNAIDS, l’HIV infetta le cellule del sistema immunitario umano e distrugge o danneggia le loro funzioni. L’AIDS è una versione di sorveglianza basata su segnali, sintomi , infezioni e cancri associati con la deficienza del sistema immunitario originata dall’infezione da HIV.

 

Come hai deciso di scrivere il tuo primo libro sull’AIDS?

“Posnikisa to AIDS” (Come Ho Conquistato l’AIDS) è stato scritto nel corso di tre mesi nel 2006 ed è stato pubblicato da Kastaniotis. E’ stata un’esplosione dopo 20 anni di silenzio, quando mi sono accorta che tutto quello che era stato detto sull’AIDS non aveva niente a che fare con quello che avevo sperimentato io in tutti quegli anni. Mi è successo di sopravvivere molto più a lungo delle aspettative e ho deciso di testimoniare la mia esperienza contraddittoria e le sue implicazioni, che sono state poi confermate da dati scientifici che stavo scoprendo. Esprimere la mia opinione dopo anni che ero rimasta in silenzio è stata già una vittoria. Sapevo che era solo una questione di tempo raggiungere la fine delle rivelazioni – avevo appena aperto il vaso di Pandora. E volevo che fosse pubblicato.

 

Uno dei tuoi primi oggetti di discussione è stato che non ci sono maschi eterosessuali HIV-positivi che non facciano uso di droghe. Hai fatto un invito aperto sul tuo sito per trovarne uno. Qual è stata la risposta?

In realtà non era una discussione, era solo un’osservazione. Volevo usare la mia esperienza per sollevare la domanda sul perché ciò accadesse. La prima risposta è stata da parte dell’uomo non sieropositivo che è diventato mio marito. Ha creato una pagina web intitolata “Il Mito dell’AIDS Sessuale” e mi ha ringraziato per il disturbante invito aperto. Non c’è stata altra risposta seria.

 

Poi è arrivato il secondo libro e ora il terzo. Sono uno il seguito dell’altro?

Sì, sono uno la conseguenza dell’altro. Il secondo libro, “To pechnidi tou erosta sta chronia tou AIDS” (I Giochi d’Amore ai Tempi dell’AIDS), presenta più informazioni disturbanti che interrogano la storia ufficiale dell’AIDS e, contemporaneamente, celebrano la nostra storia d’amore. Il mio ultimo libro, “Addio AIS! E’ Mai Esistito?” ha fatto un ulteriore passo avanti, spiegando come io sia arrivata alla decisione di smettere di prendere le pastiglie e di vedere i medici.

Ho descritto per la prima volta che cosa mi è accaduto dall’inizio. Sapevo di dover mettere tutto in ordine, cosa mi era successo, cosa pensavo che fosse e cosa è risultato essere alla fine. L’ultima parte del libro ha a che fare con la domanda: cosa fai dopo aver capito che, per 20 anni, la tua vita è stata basata su una grande bugia che ti stava portando alla morte.

 

La tua sembra una dichiarazione che l’AIDS non è poi questa gran cosa, se così fosse, di cosa hai sofferto tutti questi anni?

Vent’anni fa sono stata dichiarata HIV positiva, ho finalmente imparato che non ci sono prove attendibili dell’esistenza del virus né del suo stato patogenico tantomeno della sua individuazione tramite alcuna analisi. Quindi non c’è AIDS, così come viene descritto. Quando vieni trovato positivo, sei sommerso da stress, paura e disperazione. Ti viene detto di non dirlo a nessuno e ti senti solo e senza speranza. Questo ha un effetto corrosivo sul tuo cuore e sulla tua mente; come risultato, ti arrendi e ti ammali. Quindi ti viene detto che devi iniziare a prendere medicine – non per curarti, ma semplicemente per prolungare la tua vita. In realtà, quella che viene prolungata è la tua sofferenza. In realtà quello che mi ha fatto soffrire è stato credere all’intera teoria sull’AIDS.

 

Se l’HIV non esiste, che cos’è il virus che presumibilmente si trasmette sessualmente?

Prima cosa, l’HIV non è mai stato isolato. Anche Luc Motagnier, che ha ricevuto il Premio Nobel nel 2008 per aver scoperto il virus dell’AIDS, durante un’intervista nel 1997, ha iniziato così “Ripeto, non ho isolato il virus. “L’anno scorso, ho mandato una lettera firmata assieme a 25 cittadini Greci, al Ministro della Salute così come al presidente dell’Associazione Ellenica per lo Studio e il Controllo dell’AIDS, domandando loro di informarci quando e dove sarebbe stato pubblicato il documento scientifico, secondo il quale l’esistenza dell’HIV e la sua azione patogenica era provata e per presentarci questo documento in modo tale da poter verificare la sua validità. Non ci è stata data nessuna risposta né a nessun altro che avesse fatto la stessa richiesta in Italia, Austria e Germania, da 12 anni a oggi.

 

Un sacco di denaro è stato buttato nella ricerca sull’AIDS. Se l’AIDS non è poi questa gran cosa, allora perché lo stato dovrebbe crearsi tutti questi problemi?

Lo stato non verifica la credibilità delle informazioni che riceve dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization – WHO), che è controllata a turno dai Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (Centers for Desease Control and Prevention), che a loro volta cadono sotto la giurisdizione del Dipartimento della Salute degli Stati Uniti (US Department of Health). L’AIDS è una questione di politica e interessi conferiti.

 

Gli scienziati parlano di epidemia di AIDS nei paesi del Terzo Mondo e in Africa. Se tu credi che l’AIDS sia una costruzione, allora di cosa soffrono queste popolazioni?

La popolazione in Africa soffre di immunodeficienza dovuta alla malnutrizione, alla povertà, all’acqua sporca e alle guerre senza fine. Non hanno bisogno di nessun virus lì. Gli è stato detto che hanno l’AIDS e quindi hanno bisogno di cure per l’AIDS e sono diventati ancora più disperati.

 

Qual è la tua spiegazione per le otto categorie a rischio, come gli omosessuali?

Gli inaffidabili test per gli anticorpi HIV sembrano essere selettivi, comunque. Si dimostrano positivi sotto determinate condizioni che includono anche donne incinte, emofiliaci, pazienti trasfusionali e altri. Almeno le “categorie ad alto rischio” possono evitare quella truffa, non è obbligatorio per loro fare il test, ma le donne incinte non hanno possibilità di scelta.