Estratto da “The Journal of the American Medical Association” (JAMA)
Vol. 251 No. 2, 13 gennaio 1984, pp 237-241.

 

STIMOLAZIONE IMMUNITARIA CRONICA
DOVUTA AGLI ALLOANTIGENI DELLO SPERMA

Supporto per l’ipotesi secondo cui gli spermatozoi
inducono anormalità immunitarie nei maschi omosessuali

 

Giora M. Mavligit, MD; Mosshe Talpaz, MD; Flora T. Hsia, MD; Wendy Wong;
Benjamin Lichtiger, MD; Peter W.A. Mansell, MD; David M. Mumford, MD

 

Un’ipotetica immunizzazione allogenica causata dallo sperma e’ stata correlata ad anormalità immunitarie in uno studio su 30 coppie monogame di maschi omosessuali asintomatici. C’erano le prove nei confronti dell’immunizzazione allogenica in 19 dai 26 maschi omosessuali che erano ricevitori anali di sperma. Nessuna prova nei confronti di qualsiasi forma di alloimmunizzazione e’ stata riscontrata in quattro donatori di sperma. L’anormalità immunitaria, sotto forma di una ridotta percentuale di cellule T effector/suppressor (Te/Ts<1.0) fu rilevata esclusivamente in otto maschi omosessuali ricevitori anali di sperma, e da questi otto omosessuali, cinque manifestavano anche le prove della presenza di immunizzazione allogenica. In tre di questi, l’anormalità immunitaria si e’ ulteriormente manifestata attraverso la deficienza funzionale delle cellule T sotto forma di un’anormale reazione locale di rigetto (<50 cu mm).

Analoghe prove nei confronti dell’alloimmunizzazione sono state associate ad un ridotto rapporto Te/Ts (0.85) nella femmina di una coppia eterosessuale che ordinariamente praticava rapporti anali. Fondati su queste risultanze, ipotizziamo che una cronica e ripetuta esposizione allo sperma durante i rapporti anali ha come conseguenza un’alta frequenza di immunizzazione allogenica e può svolgere un ruolo importante nello sviluppo di anormalità immunitarie acquisite nei maschi omosessuali.

 

La recente comparsa negli omosessuali maschi di un’epidemia di infezioni opportunistiche causata da organismi virali, protozoici e fungini da una parte e dal sarcoma di Kaposi dall’altra, ha condotto ad una intensificata ricerca nei confronti dei fattori di base che vi contribuiscono. La combinazione di infezioni opportunistiche e neoplasmi maligni ha fatto ipotizzare un difetto acquisito delle difese naturali dell’organismo, e la più accettabile spiegazione è stata quella dell’anormalità del sistema immunitario1-3. Per spiegare il fatto, sono stati proposti un numero di fattori a rischio. Predisposizione genetica, droghe ed infezioni virali –provocate particolarmente da citomegalovirus – hanno finora ricevuto la maggioranza delle attenzioni come se fossero i maggiori imputati nel compromettere l’immunita’ dell’ospite2,4,5. Più recentemente, la dimostrazione della presenza di anticorpi antisperma nel siero di alcuni maschi omosessuali, che hanno causato reazioni crociate con antigeni sulla superficie dei linfociti T6,7, ha portato ad ipotizzare che l’esposizione allo sperma allogenico può avere un importante ruolo eziologico nello sviluppo di una immunoregolazione compromessa delle cellule T nei maschi omosessuali8.

Una sorprendente somiglianza sembra esserci fra i giovani maschi omosessuali ed il gruppo dei ricevitori di trapianti di rene riguardo la loro accresciuta suscettibilità alle infezioni opportunistiche (compreso il citomegalovirus) e lo sviluppo del sarcoma di Kaposi9,10. Nei ricevitori di trapianti di rene un crescente numero di prove adesso ci fa ipotizzare che l’anormalità immunitaria di base è regolata da un processo di stimolazione antigenica cronica mediata attraverso il trapianto allogenico piuttosto che dalla chemioterapia immunosoppressiva esclusivamente11.

Noi abbiamo, perciò, postulato che sotto le speciali circostanze dei rapporti anali, la cronica e ripetuta esposizione di alcuni giovani omosessuali maschi agli antigeni dello sperma può equivalere all’effetto dei trapianti allogenici dei reni. La frequente lacerazione della mucosa rettale dei ricevitori dello sperma3, insieme alla presenza di colonie di batteri, può non solo creare un miglior contatto fra lo sperma e l’apparato immunitario presente nel sangue e nella linfa ma anche procurare un effetto coadiuvante che porta ad una intensificata alloimmunizzazione.  Per scoprire  le prime alterazioni causate da tale ipotetica alloimmunizzazione nei maschi omosessuali, noi abbiamo esaminato attentamente le reazioni immunitarie cellulo-mediate (colture di leucociti eterogenei, MLC) ed umorali (anticorpi antisperma) in 15 coppie di maschi omosessuali monogami generalmente in buona salute, ed in una coppia eterosessuale che praticava ordinariamente rapporti anali. Inoltre caratterizzammo la loro generale capacità immunitaria testando la loro capacità di suscitare una reazione locale di rigetto (GVH) e attraverso la determinazione del loro rapporto tra le cellule T effector e quelle T suppressor (Te/Ts).

[...]

Commento:

I risultati di questo studio sostengono vigorosamente l’ipotesi che lo sperma allogenico è un fattore eziologico nella patogenesi dell’immunodeficienza acquisita negli omosessuali maschi8.

Il possibile ruolo eziologico dello sperma come fattore diretto nell’induzione dell’anormalità immunitaria è supportato ulteriormente dalle recenti prove sperimentali pubblicate che hanno dimostrato una severa immunosoppressione a causa dell’induzione di cellule suppressor dopo somministrazione endovenosa di sperma singenico nei gatti maschi19. In teoria, una volta che lo sperma allogenico ha raggiunto il sangue o la circolazione linfatica durante i rapporti ano-genitali (come conseguenza di un trauma fisico provocato nella mucosa rettale) si puo’ prevedere un severo effetto repressivo sul sistema immunitario del partner ricevitore dello sperma a causa di tale cronica oltre che ripetuta esposizione e stimolazione immunitaria. La dimostrazione di un’analoga anormalità immunitaria contemporanea alla presenza di anticorpi del siero generati per contrastare lo sperma del marito in una femmina eterosessuale che ordinariamente praticava rapporti ano-genitali, non solo presta ulteriore sostegno all’idea dell’anormalità immunitaria indotta dallo sperma, ma anche sottolinea la cruciale differenza strutturale fra il retto e la vagina. Mentre l’interno della mucosa vaginale contiene un’epitelio squamoso molto stratificato in grado di proteggere l’organo contro qualsiasi effetto abrasivo durante il rapporto, il rivestimento interno del retto è composto da un unico strato a forma di colonna. Quest’ultimo, diversamente dall’epitelio vaginale, non solo no e’ in grado di proteggere contro qualsiasi effetto abrasivo, ma promuove anche  l’assorbimento di una serie di antigeni dello sperma, aumentando in questo modo la loro esposizione nei confronti del sistema immunitario presente nella circolazione linfatica e nel sangue. L’alta immunogenicità degli spermatozoi, insieme alla flora microbiologica del retto, possono lavorare in sinergia per generare uno stato di cronica stimolazione antigenica. A questo riguardo, quattro su sette femmine immunodeficienti e partner di pazienti maschi con la sindrome di immunodeficienza acquisita (AIDS) erano anch’esse dedite ai rapporti anali20.   

Un fenomeno analogo può essere riscontrato quando ci troviamo in presenza della forte associazione che esiste fra l’alta frequenza di sieroconversione nei confronti del virus dell’epatite B e la pratica abituale di rapporti ano-genitali “passivi”21. Mentre la pratica di rapporti ano-genitali passivi dimostrò di essere il più importante fattore a rischio, la pratica di contatti oro-genitali di vario tipo non ebbe conseguenze. Teoricamente, l’epitelio squamoso che riveste la mucosa sia orale sia vaginale può fornire una protezione che non viene offerta dall’epitelio a forma di colonna della mucosa rettale.

La gravità dell’anormalità immunitaria che presenta variazioni negli omosessuali maschi sintomatici e asintomatici fu altresì notata da altri ricercatori22,23. L’anormalità più comunemente osservata e’ stata la riduzione nel rapporto Te/Ts in favore di un’assoluta o relativa crescita nelle cellule suppressor. Il nostro studio denota che questo fenomeno era stato circoscritto ai ricevitori anali di sperma. La riduzione nella reazione locale GVH sia nei maschi omossesuali sintomatici sia in quelli monogami asintomatici sembra essere un avvenimento successivo, che indica una più severa anormalità immunitaria.

Il comune denominatore tra i ricevitori di trapianti dei reni e gli omosessuali maschi colpiti dall’AIDS - per esempio, una accresciuta incidenza del sarcoma di Kaposi ed una accresciuta suscettibilità ad una varietà di infezioni opportunistiche - aumenta in modo preciso la possibilità che l’immunizzazione causata dallo sperma allogenico, sotto certe circostanze, possa compromettere il sistema immunitario. Potrebbe essere mediato dagli anticorpi antisperma che partecipano ad una reazione crociata con i linfociti T7 o, alternativamente, da una cronica stimolazione immunitaria attraverso antigeni dello sperma  non-HLA e non-MHC (embrionali?)24. Noi suggeriamo che lo sviluppo dell’anormalità immunitaria indotta dallo sperma può solamente predisporre gli omosessuali maschi ai più severi fenomeni di infezioni opportunistiche e al sarcoma di Kaposi. Recenti considerazioni epidemiologiche fanno ipotizzare fortemente l’esistenza di un agente infettivo che ha proprietà sia oncogeniche sia immunosoppressive supplementarie. Trasmissibile attraverso i fluidi corporei come il sangue, lo sperma, la saliva, questo agente infettivo può essere comune ad un numero di altri gruppi, forse egualmente vulnerabili come ad esempio gli Haitiani, gli emofiliaci, i tossicomani, e certe donne25-27. Ai fini della progettazione di efficaci misure preventive  deve essere attentamente accertata la modalità specifica della predisposizione originaria che può essere unica per ognuno di questi gruppi.

Riferimenti

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